La sede centrale dell’Istituto è lo splendido palazzo storico “Carafa d’Andria”, che sorge nel centro storico della vecchia Napoli, tra il vicolo SS. Filippo e Giacomo ed il vicolo SS. Severino e Sossio ed affaccia con il prospetto principale sul Largo SS. Marcellino e Festo.
Palazzo Carafa d'Andria
Dall’archivio della famiglia Carafa risulta che la costruzione dell’edificio fu voluta dal Cardinale Oliviero Carafa e, tranne che per un breve periodo in cui il palazzo fu confiscato dalla corona, la famiglia Carafa ne ha conservato la proprietà fino a circa il 1830, periodo in cui Francesco Carafa lo vendette ad un gentiluomo napoletano.
Dalla fine dell’Ottocento lo stabile è di proprietà dello Stato ed è sede dell’Istituto “Elena di Savoia”.

La costruzione dell’edificio, di schietta impronta quattrocentesca, risale probabilmente al regno di Alfonso o Ferdinando d’Aragona. Gli architetti potrebbero essere Giovanni e Guglielmo Sagrera, impegnati in quegli anni nella ricostruzione del Maschio Angioino.
La tipologia del palazzo è dunque quattrocentesca: dopo il vestibolo si apre un cortile quadrangolare e due porticati a doppia altezza. Di questo edificio originario resta ancora un portale, nel vico San Severino, in corrispondenza dell’arcata più settentrionale del portico. Sappiamo anche, grazie alla “Carta Carafa”, che oltre il cortile porticato vi era un giardino intorno al quale girava il corpo di fabbrica.
Palazzo Carafa d'AndriaNel 1511, Antonio Carafa incaricò Giovanni Donadio, il Mormando, di rifare il palazzo: egli non mutò i porticati e il vestibolo, assumendoli nel progetto, e inserì, al di sopra dei due ordini di arcate, le finestre cinquecentesche. Il Mormando, inoltre, sopraelevò i due piani originari con un terzo e lo estese intorno al giardino. Nel 1686 i proprietari diedero il palazzo in affitto e tornarono ad Andria, nelle Puglie, loro paese d’origine. Per oltre un secolo e mezzo l’edificio non subì cambiamenti significativi.
Attualmente, del giardino posteriore rimangono i portali in piperno degli ingressi agli ambienti di servizio (stalle e ricovero delle carrozze). Del cortile interno sussistono le originarie aperture delle stalle e dei locali per le carrozze oggi riutilizzate nell’ultima trasformazione subita dal complesso.

Palazzo Carafa d'Andria

Un importante intervento di restaurazione fu realizzato, invece, tra il 1813 ed il 1830, come si evince dal confronto tra le carte ottocentesche.
La bella facciata ha uno stile neoclassico, diviso in due ordini sovrapposti, toscano e ionico. All’ordine ionico appartengono la trabeazione superiore retta da quattro lesene scanalate con capitelli ionici provvisti di ghirlande e mascheroni. La trabeazione inferiore è sorretta da quattro mezze colonne di ordine toscano e a sua volta sorregge una grande balconata passando sopra l’archivolto del portone anch’esso in piperno napoletano. Gli ultimi due livelli sono di origine recente, inizi Novecento.


Fonti:

Galleria Fotografica del "Palazzo Carafa d'Andria"
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